Bisogna Pensare?
L'Espresso
«Brutta e grassa, non puoi lavorare nel pub»
Gianfranco Piccoli
La titolare del locale ammette: «Non aveva la presenza, le ho offerto un posto alternativo»
Tutto è cominciato poco prima di Natale. Erika, che vive in un comune della provincia di Nuoro, è diplomata alla scuola alberghiera e da dieci anni viene in Trentino per fare le stagioni estive e invernali: «Mai avuto problemi, in val di Fassa - ci tiene a sottolineare - ho sempre trovato un ambiente ideale, gente splendida».
Pochi giorni prima di Natale la giovane prende contatto telefonico con la titolare di un albergo in vista dell’avvio della stagione sciistica: «Io sono stata sincera. Prima di partire ho chiarito che sono piuttosto robusta, 1 metro e 55 per 75 chili. L’ho detto subito proprio per evitare spiacevoli sorprese, mi sono sentita rispondere che non c’erano problemi (ho fornito anche delle referenze) e il 20 dicembre sono arrivata in valle dopo aver lasciato la Sardegna». La doccia fredda la mattina seguente: «Alle 8.30 mi sono presentata dalla titolare, doveva spiegarmi l’organizzazione del lavoro. A quel punto mi ha detto che non avevo la presenza per lavorare a contatto con i clienti. Non mi era mai successo nulla di simile: il mio lavoro lo so fare e in passato nessuno mi ha mai negato il posto per il mio aspetto fisico».
La titolare del locale non nega l’accaduto: «Con quella ragazza sono stata sincera: a parte il peso, che non ha grande importanza, non aveva la presenza per lavorare nel pub a contatto con una clientela giovane. Potevo comportarmi in maniera scorretta, assumendola e licenziandola nei giorni di prova. Invece le ho offerto di rimanere e di trovare una soluzione alternativa, in sala o a fare le stanze, ma lei non ne ha voluto sapere. Mi sono scusata, le ho anche rimborsato le spese del viaggio, anche se non era stato firmato alcun contratto». La reazione della ragazza è più che comprensibile: «Guardi, anch’io sono molto piccola di statura e a suo tempo sono stata anche grassoccia. Non mi posso definire neppure io una bellezza, ma una certa presenza nei locali ci vuole, basta guardare chi ci lavora: se mi si può imputare un errore è quello di essere stata troppo franca, ma non mi si può accusare di discriminazione».
«E’ vero che mi è stato offerto un lavoro alternativo - replica a distanza Erika - ma con che spirito sarei rimasta dopo che mi sono sentita dire “brutta e grassa”? Me ne sono andata subito e un’amica mi ha dato ospitalità sino a quando non ho preso la nave per tornare in Sardegna: pensi un po’ che bel Natale, l’ho trascorso in mare, lontana da casa. Senza contare che sono rimasta senza un lavoro. Questa storia - continua la cameriera - non finisce qui: mi rivolgerò al sindacato, sono stata discriminata per il mio aspetto fisico. Ci tengo a sottolineare che in val di Fassa mi sono trovata sempre benissimo. Pensi che in questi giorni i titolari dell’albergo dove lavoravo lo scorso anno mi hanno chiamata tutti i giorni per sentire come stavo e per andare a mangiare da loro».
Comunque finisca, sicuramente una vicenda poco edificante.
(27 dicembre 2006)
Mah, dalla parte del lavoratore è una vergogna una discriminazione per aspetti fisici, una cosa a cui i sindacati dovrebbero subito reagire senza dubbio
Ma d'altra parte vogliamo forse negare che la situazione descritta dalla proprietaria sia falsa? Non siamo noi (tutti) i primi a dire (e fare) discriminazioni in base all'aspetto fisico, anche, decisamente, per quanto riguarda le cameriere?
Forse bisognerebbe pensare un po' di più prima di parlare, anche se effettivamente è una cosa MOLTO difficile
P.S. Una cosa che mi ha fatto straincazzare: ieri mia cugina di 6 anni ha visto il mio fantastico portachiavi di Gaara e mi fa: "ah, bello dove ò'hai comprato? sai anche io e i miei amici lo guardiamo, è simpatico e fa anche ridere"
Io sono rimasto così O_O
e al mio "ma non è una cosa da bambini!"
mi fa "ma sono tutti buoni e simpatici"
poi ho pensato a Italia1 e ho iniziato a bestemmiare...qui non ci siamo proprio....
Mah, dalla parte del lavoratore è una vergogna una discriminazione per aspetti fisici, una cosa a cui i sindacati dovrebbero subito reagire senza dubbio
Ma d'altra parte vogliamo forse negare che la situazione descritta dalla proprietaria sia falsa? Non siamo noi (tutti) i primi a dire (e fare) discriminazioni in base all'aspetto fisico, anche, decisamente, per quanto riguarda le cameriere?
Forse bisognerebbe pensare un po' di più prima di parlare, anche se effettivamente è una cosa MOLTO difficile
P.S. Una cosa che mi ha fatto straincazzare: ieri mia cugina di 6 anni ha visto il mio fantastico portachiavi di Gaara e mi fa: "ah, bello dove ò'hai comprato? sai anche io e i miei amici lo guardiamo, è simpatico e fa anche ridere"
Io sono rimasto così O_O
e al mio "ma non è una cosa da bambini!"
mi fa "ma sono tutti buoni e simpatici"
poi ho pensato a Italia1 e ho iniziato a bestemmiare...qui non ci siamo proprio....




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