Alla ricerca della dignità perduta-6
Il Calcetto-parte 1
Il calcetto è il suo unico dio, egli ne è devoto fino alla morte.
E’ sempre il primo ad arrivare e l’ultimo ad andarsene quando si tratta di andare a giocare, e in campo la sua furia e il suo invasamento hanno ben pochi rivali, è un vero agonista.
Tuttavia è qui che la maggior parte della sua dignità se n’è andata, con una serie di dimostrazioni nettamente fuori dalla norma.
Conselve, Istituto superiore ******, palestra
In 4 anni moltissime ore di ginnastica sono passate giocando a calcetto, e lui ci h regalato talmente tante emozioni che sinceramente non posso certo dire di ricordarle tutte, ma almeno le migliori bisogna menzionarle.
La procedura di cambio degli abiti negli spogliatoi spesso si tirava abbastanza per le lunghe, ci si fermava spesso a bestemmiare e chiacchierare. Lui però era impaziente, scalpitava nelle scarpe e usciva, sempre primo tra tutti. Ma dove si dirigeva, potreste chiedervi.
Io posso solo dire questo: al nostro arrivo in palestra era sempre nella metacampo più lontana, dove solitamente stazionavano le porte, e lo vedevamo tirare e andarsi a riprendere la palla, solo in un alone di una tristezza assoluta
Ma non era l’unico momento in cui giocava da solo, Anche all’intervallo, mentre tutti mangiavano, bevevano e pazzeggiavano, appena la necra professoressa andava fuori, lui tornava lì a tirare, in uno stato di desolazione che aumentava sempre più di volta in volta
Oppure eccolo, nelle volte dove si giocava ad esempio a basket, starsene in un angolo, solo, bofonchiando la sua volontà di usare il pallone giallo a esagoni e pentagoni ricoperto di pelo
Io per quanto riguarda il calcetto a scuola mi fermo qui, se avete da aggiungere vi prego di farlo




8 Comments:
se nn ricordo male al giovedì avevamo un'ora di chittarin, due ore di ginnastica e una di religione..ricordo che una volta arrivò appositamente per giocare a calcetto saltando quindi la prima ora..dopo le due ore di ginnastica prende e se ne torna a casa saltando dunque religione..che testa di cazzo!
Ricordiamo che le sue tecniche di gioco erano prevedibili come le stronzate che dicevano i nostri professori. Dopo qualche minuto di gioco era facilissimo fermare le sue azioni irruente. Ovviemente lui si offendeva e come un ragazzino dell'asilo incominciava a delirare.
non era a scuola ma ricordo quella volta (eravamo ad anguillara) in cui DA SOLO fece una rovesciata tanto per fare e si sbucciò completamente la coscia..
Riguardo ad Anguillara ricordiamo che ad un certo punto ha preso le sue cose ed è partito per andarsene a casa. Lo squallore della campagna hanno aumentato il senso di desolatezza nel vederlo da solo andare a casa in bici.
Sembrava un animale ferito che ormai senza speranza di salvezza e consapevole della sua morte imminente si prestava a cercarsi un posto in cui morire in solitudine, lontano da tutti.
quelle del calcetto fuori dalla scuola arrivano domani :D
tempo di scrivere :D
x dj luca: quella proprio non me la ricordavo, grazie per la segnalazione!
per non parlare di quelle poche volte in cui si commette fallo (è normale). se è ai suoi danni, dopo la caduta si rialza sempre in modo iroso e invasato in viso, per poi calmarsi placidamente alla vista del pallone pericolosamente vicino alla porta avversaria
le ore erano italiano,chittarin,ginnastica e religione per la precisione..lui entra alla terza da perfetto pirla!
un caloroso funny noise a tutti..
direi che è ora di aprire 2 capitoli importanti per tutti noi : "i ruttini" e "l'atos"
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